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Antiaging

Osservando da vicino la cute, risulta evidente la presenza di linee che, intrecciandosi l’un l’altra, ne suddividono la superficie in migliaia di piccole aree geometriche.

Perché si componga questa trama non è del tutto chiaro.

E’ chiaro, invece, quanto, con il trascorrere degli anni, queste aree, nell’aumentare disordinatamente, conferiscano alla pelle quell’aspetto che tutti noi identifichiamo come “pelle invecchiata”.

La pelle è l’organo che ci separa dall’esterno, è il biglietto da visita che comunica il nostro stato di salute e la nostra età; non è solo la pelle ad essere investita dal processo d’invecchiamento ma ogni singola cellula del nostro corpo.

Cercare di mantenere in buono stato la nostra pelle (e il nostro corpo) significa aver cura di sé.

La comparsa di rughe non è, infatti, una patologia motivo per cui la sua trattazione è di stretto ambito cosmetico.

La ricerca, sempre più orientata al mercato dell’antiaging (antietà), ha fatto sì che termini come acido ialuronico, collagene, vitamanina B5, vitamina C, madecassoside, siano diventati di uso e comprensione comune.

Acido cogico, glicolico, malico, della classe degli alfa-idrossiacidi, sono parte dei componenti degli “antipigment” mirati al trattamento delle macchie cutanee che compaiono anch’esse col tempo come conseguenza del danno causato da fattori ormonali, genetici e d’inquinamento ambientale.

L’industria dermocosmetica raggiunge oggi standard qualitativi elevatissimi e le creme antirughe, o antinvecchiamento in generale, rappresentano un valido supporto in dermatologia.

Ma l’efficacia ne è provata? I principi attivi delle creme antiaging riescono a raggiungere lo scopo di ridurre i segni del tempo?

L’elevata tecnologia unita alla purezza e alla ricerca costante di principi sempre più affini al film idrolipidico cutaneo, fanno sì che, effettivamente, un cosmetico antietà produca un evidente miglioramento dello stato della cute ritardandone il danno prodotto dall’invecchiamento.

E’ illusorio pretendere un ringiovanimento da una crema ma il suo impiego su una pelle senile ne migliora la luminosità, l’idratazione e la consistenza riducendone visibilmente i segni.

La convinzione comune circa la necessità di variare ciclicamente tipologia di cosmetico “per non abituare la pelle” trova unicamente riscontro nel fatto che, in realtà, è la stessa cute che cambia esigenze con il cambiare delle stagioni, delle condizioni ormonali  ed emozionali.

Quindi, curare al meglio la propria pelle significa seguirne costantemente le sue modificazioni, cercando di preservarla da tutte quelle condizioni che ne indeboliscono le barriere fisiologiche e/o le difese immunitarie.

 

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